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Camion elettrici: a che punto siamo nel 2018 ?

ECI - il 18/05/2018 13:50:00 - Da
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La corsa ai motori elettrici è diventata una necessità per i produttori di veicoli commerciali pesanti. Secondo il Citepa (Centro Interprofessionale Tecnico di Studi sull'Inquinamento Atmosferico), i camion da soli sono responsabili di poco più dell'8% delle emissioni nazionali di anidride carbonica nella Francia metropolitana. Ed è presumibile che in Italia la situazione sia molto simile. Utilizzati soprattutto per il trasporto merci, questi veicoli causano anche inquinamento acustico e il loro numero è destinato ad aumentare. In un mercato in piena espansione, stanno ora emergendo nuovi modelli dotati di motori elettrici. Questo fa sorgere alcune domande. Hanno le stesse prestazioni dei camion diesel? Che cosa ci riservano i costruttori per gli anni a venire? Ecco alcune risposte.

Camion elettrici: a che punto siamo nel 2018 ?

Elettrico, un mercato dinamico

Da diversi anni il mercato dei veicoli (auto, veicoli commerciali, camion, autobus,...) sta subendo un grosso cambiamento. Il diesel sta probabilmente godendo dei suoi ultimi giorni di gloria, a beneficio di altre fonti di energia come quella elettrica o ibrida. Al momento, sembra ancora difficile immaginare che la società possa trasformarsi così rapidamente abbandonando definitivamente i motori diesel. 
Tuttavia, nel 2017 sono stati immatricolati in Europa 149.086 veicoli elettrici e il maggior numero di vendite sono state registrate in Norvegia, Francia, Germania e Regno Unito. La Danimarca nel frattempo ha fornito al mondo un chiaro esempio dell'impatto che l'adozione o meno di una specifica politica pubblica può avere sulla diffusione dei motori elettrici. Nel 2015, infatti, il Paese ha abbandonato questa politica, provocando un calo di oltre il 45% delle immatricolazioni di auto elettriche l'anno successivo. Uno studio realizzato nel 2017 dall'Associazione dei costruttori europei di automobili ha evidenziato la necessità di un intervento pubblico, sottolineando anche l'importanza di offrire bonus sufficientemente elevati da convincere gli acquirenti, in quanto i veicoli hanno spesso un prezzo elevato. 
Tutto lascia supporre che lo stesso comportamento valga anche per i camion e che una modifica delle leggi porterà un cambiamento in tutti i mercati. 

Daimler è davanti a Tesla

A volte bastano pochi mesi per diventare i primi. Questa è la dura lezione che Tesla ha imparato dopo aver posticipato la presentazione del suo camion elettrico. Daimler Trucks (proprietario del marchio Mercedes-Benz) e la sua filiale Mitsubishi Fuso Truck and Bus Corporation ne hanno subito approfittato svelando al mondo il loro primo mezzo pesante elettrico, superando tutti i concorrenti. 
Presentato al Tokyo Motor Show nell'ottobre 2017, l'e-Fuso Vision One ha catturato l'attenzione degli spettatori. Per l'occasione, Daimler si è impegnata al massimo per creare suspense e suscitare interesse. Il produttore ha mostrato un video, stimolando la curiosità del pubblico prima di far apparire sul palco due camion elettrici. Al centro del video presentato c'era un ballerino. L'assonanza tra la padronanza tecnica e artistica dell'uomo e il design accattivante del camion è immediata. Presentato in versione blu, l'E-Fuso Vision One si è fatto notare. 
In termini di prestazioni, questo modello elettrico è in grado di trasportare 11 tonnellate di carico utile, 2 meno di un veicolo di dimensioni equivalenti in versione diesel. Con un peso a vuoto di 23 tonnellate e un'autonomia fino a 350 km, l'E-Fusio Vision One supera il prototipo presentato un anno prima. L'Urban eTruck infatti pesava tre tonnellate in più per un raggio d'azione più breve (solo 200 km). Da allora sono stati apportati alcuni miglioramenti. Il modello presentato al Salone è dotato di diverse batterie in grado di erogare 300 kWh. 
Secondo Daimler, tuttavia, questo camion dovrebbe arrivare sul mercato solo tra quattro anni. Nel frattempo altri modelli sono già stati sviluppati dal produttore. 



Tesla tiene fede alla sua reputazione

Elon Musk, CEO di Tesla, è abituato a lavorare sulle tecnologie più avanzate. Dopo aver fatto ampiamente parlare di sé per le auto elettriche e autonome e per lo sviluppo del razzo spaziale riutilizzabile SpaceX, sarebbe stato curioso se non avesse cercato di posizionarsi anche sul nascente mercato dei camion elettrici. 
Non sorprende quindi che nel novembre 2017 abbia presentato il semi Tesla, un camion elettrico dalle prestazioni inaspettate. Annunciato inizialmente con un'autonomia di 480 km, il semi Tesla potrebbe essere equipaggiato con una seconda configurazione che gli consentirebbe di raggiungere gli 800 km. Inoltre, Elon Musk ha già annunciato che 600 km di autonomia potrebbero essere recuperati in soli 30 minuti di carica grazie a un supercaricatore chiamato MegaCharger. 
Il camion è dotato di 4 motori elettrici indipendenti posizionati posteriormente e in grado di fornire energia sufficiente per passare da 0 a 96 km/h in 20 secondi al suo peso massimo (5 secondi a vuoto). Secondo il costruttore, sarebbe in grado di percorrere una pendenza del 5% a una velocità di 104 km/h e potrebbe avere una modalità di guida autonoma. 
Con grande sorpresa, Tesla ha infine annunciato la data di commercializzazione: la fine del 2019. 



Nikola Motor, un concorrente molto ambizioso

Non c'è bisogno di avere un nome noto per iniziare a progettare veicoli elettrici. Lo ha dimostrato Trevor Milton, CEO di Nikola Motor Company, nel maggio del 2016, quando ha presentato il primo prototipo del suo camion elettrico, il Nikola One. Da allora in poi, la start-up ha chiaramente dimostrato essere un serio rivale di Tesla. 
Il suo modello, dotato di batterie a celle a idrogeno di 320 kWh sarebbe in grado di percorrere quasi 2.000 km e trasportare 35 tonnellate di merci. Annunciato con un equipaggiamento di fascia alta (letto matrimoniale, forno a microonde, frigorifero, televisione...), il veicolo ha tutto quello che serve per piacere. 
Nikola Motor Company chiaramente non ha tempo da perdere. Il suo prototipo è già in fase di commercializzazione, grazie anche ad un investimento di 1 miliardo di dollari. Il completamento dell'impianto in cui saranno prodotte le prime 5.000 unità del Nikola One era prevista per il 2017, e i primi esemplari dovrebbero arrivare sul mercato entro la fine del 2020. Con un prezzo fissato a 375.000 dollari e già 4 miliardi di dollari di ordini, resta da vedere se l'azienda sarà realmente in grado di produrre questo modello molto ambizioso e fare meglio di Tesla. 



Cummins, un concorrente inaspettato

Fondata nel 1919, la società americana Cummins Inc. è storicamente nota per essersi lanciata nella produzione industriale del motore inventato dal tedesco Rudolf Diesel 20 anni prima. Cummins si è rapidamente affermata come leader nel settore dei motori diesel per camion. Al momento però non sembra che questa società quotata alla borsa di New York si stia interessando particolarmente al mercato elettrico. In effetti, escludendo una piccola fetta del mercato dei veicoli commerciali pesanti, l'annuncio fatto nel settembre 2017 di un camion da 28 tonnellate con un'autonomia di 160 km non sembra spaventare molti. Pensato per brevi spostamenti in prossimità di aree urbane, questo modello potrebbe essere venduto in una versione dotata di motore ibrido elettrico/diesel per guadagnare autonomia. 



Renault Trucks, un giocatore che scommette sul trasporto a emissioni zero

Il costruttore francese ha da tempo dimostrato la propria intenzione di entrare nel mercato dei veicoli elettrici. Già nel 2011 Renault Trucks si è interessata ai problemi del traffico e delle emissioni inquinanti e sonore dei mezzi pesanti nella città di Lione. 
I politici locali erano di fronte a un dilemma: vietare la circolazione nel centro città ai camion, sapendo che questa misura sarebbe difficile da attuare, o ignorare il problema fino a quando non si fosse trovata una soluzione. Il costruttore colse l'occasione al volo e presentò Renault Midlum, un camion da 16 tonnellate che funzionava al 100% con l'elettricità. Alimentato da tre batterie agli ioni di litio con una capacità totale di 150 kWh, il veicolo consentiva di effettuare piccoli trasporti nelle aree urbane grazie a un raggio di autonomia di 100 km e a una ricarica completa in 8 ore. In grado di trasportare 5,5 tonnellate di merci, nel 2011 era uno dei più grandi camion elettrici del mondo. All'epoca era già stato presentato ai dirigenti di Carrefour, che ne erano stati sedotti. 
Il costruttore ha poi continuato la sua conquista del mercato elettrico con il lancio di un nuovo modello di camion chiamato Renault Maxity. Con un carico utile di 2 tonnellate, un'autonomia di 100 km e una velocità massima di circa 90 km/h, il gruppo ha dimostrato ancora una volta la sua volontà di produrre veicoli più puliti e silenziosi. 
Sulla scia di queste iniziative di successo, Renault Trucks ha sviluppato nel 2017, insieme al Gruppo Delanchy, un camion elettrico al 100% dotato di cella frigorifera per la consegna di prodotti freschi. Il prototipo da 13 tonnellate di Renault Trucks è ora in fase di test nella città considerata la culla del grande costruttore francese: Lione. Utilizzato per la distribuzione di frutti di mare e prodotti freschi dal centro di distribuzione del gruppo Delanchy a Corbas (periferia di Lione) al mercato di Les Halles de Lyon-Paul Bocuse, questo modello elettrico sta dimostrando il suo potenziale in condizioni operative reali.



Smith Electric Vehicles è fuori gara

Probabilmente uno dei pionieri in questo campo, il costruttore di veicoli commerciali elettrici a emissioni zero Smith Electric Vehicles è stato fondato nel 1920. Nel 2006, ha lanciato il Newton, un camion disponibile in tre varianti con un peso totale rispettivamente di 7,5, 10 e 12 tonnellate in grado di percorrere 160 km prima di ricaricare le sue batterie agli ioni di litio in meno di 8 ore. Con una velocità massima di 80 km/h, il Newton aveva conquistato diversi clienti tra cui TNT Express, Frito-Lay, Coca-Cola e persino il Corpo dei Marines degli Stati Uniti. Purtroppo, la mancanza di finanziamenti non ha permesso alla Smith Electric Vehicles di continuare l'avventura. 


(Jan Kubík - Wikimedia Commons)

Balqon, creatore di veicoli unici

Balqon Corporation non è sicuramente uno dei produttori di camion più conosciuti. Tuttavia, la società è fortemente impegnata nella produzione di automezzi pesanti non inquinanti. 
Nel 2010, ad esempio, ha lanciato il Nautilus XE20, un camion in grado di portare carichi fino a 40 tonnellate. Questo modello faceva onore al suo nome. Il riferimento al Nautilus, il famoso sommergibile immaginario guidato dal capitano Nemo nel romanzo Ventimila leghe sotto i mari di Jules Vernes, che utilizzava l'elettricità, all'epoca ancora agli inizi, era perfetto. 
Non molto veloce, con una velocità massima di 40 km/h, il Nautilus XE20 era destinato ad essere utilizzato nei porti e nei magazzini. Con un'autonomia di circa 150 km a vuoto e 80 km a pieno carico, questo modello aveva tutte le caratteristiche necessarie per effettuare brevi trasporti in modo pulito e silenzioso. 
Nel 2012, Balqon Corporation è riapparsa con un nuovo modello di mezzo pesante elettrico al Simposio sui Veicoli Elettrici EVS26 tenutosi a Los Angeles. Denominato MX30, ha prestazioni nettamente superiori rispetto al suo predecessore in quanto consente 110 km/h per carico massimo di 30 tonnellate. In termini di autonomia, può raggiungere i 240 km vuoto, e fino a 150 km a pieno caricato grazie a una batteria agli ioni di litio dalla società cinese Winston Battery. 



Thor Trucks, il sogno di una start-up californiana

Basta osservare il camion elettrico della giovane azienda americana per notare l'analogia con Thor, il dio del tuono della mitologia nordica. Con il suo design impressionante e le sue dimensioni, l'ET-One attira l'attenzione. Ma può competere seriamente con Tesla? Non con i suoi 480 km di autonomia. Tuttavia, nulla è perduto per questa start-up, che si occupa della sostituzione dei motori diesel con quelli elettrici. 
È già riuscita ad assumere un certo numero di dipendenti provenienti da grandi aziende come Faraday Future, Boeing o BYD, ed è ora alla ricerca di un partner in grado di sostenere i costi tecnici e umani di una tale avventura. 



Navistar e Volkswagen, una fruttuosa collaborazione?

Dalla fine del 2017, Navistar è ufficialmente uno dei produttori di camion coinvolti nello sviluppo di veicoli elettrici. Grazie alla collaborazione con la casa automobilistica tedesca Volkswagen Truck & Bus, ha annunciato l'arrivo di un camion non inquinante in Nord America. La sfida per i due grandi gruppi è chiara: competere con Tesla in questo settore. Volkswagen non ne fa un segreto. Ha già previsto di investire 20 miliardi di euro nello sviluppo di veicoli elettrici entro il 2030. Se tutto andrà come previsto, il semirimorchio elettrico al 100% risultante da questa collaborazione dovrebbe nascere entro il 2019. 

Una tecnologia davvero buona?

I camion elettrici hanno ancora molta strada da fare, anche se il loro sviluppo suggerisce già un futuro fatto di alta tecnologia e di design. 
Mentre il trasporto su brevi distanze può essere già effettuato con relativa facilità, i limiti tecnologici richiedono sempre un certo tempo per essere superati. I freni principali sono naturalmente le batterie, le cui prestazioni tecniche e i cui costi devono essere migliorati. Da loro dipende l'autonomia necessaria ai vettori a lungo raggio. 
Un altro punto decisivo è la rete di terminali di ricarica. I conducenti dei veicoli devono poter effettuare ogni viaggio senza temere di non trovare un'area dotata di terminali adattati ai loro veicoli. 
Il tempo di ricarica poi deve essere il più breve possibile. È inconcepibile che un camionista perda 8 ore mentre il suo camion è in carica. Anche nel panorama delle proposte più avanzate questo rappresenta ancora un limite . Daimler, ad esempio, ritiene che il suo modello E-Fuso Vision One sarà disponibile per la vendita tra quattro anni, ma solo in presenza di "mercati maturi" con l'infrastruttura giusta. Sulla questione del tempo di ricarica, Tesla è piuttosto ottimista riguardo alle prestazioni di un nuovo dispositivo chiamato MegaCharger che consente la ricarica completa in 30 minuti e sulla creazione di una rete globale di questi supercaricatori. Anche Nikola Motor sembra essere consapevole delle attuali limitazioni dei veicoli elettrici e prevede di creare 364 stazioni di ricarica in Canada e negli Stati Uniti. 
Anche se non è semplice, una cosa è certa: tutti stanno prendendo la questione molto sul serio. 

1° gennaio 2019: nuove regole

Tutti i produttori di veicoli commerciali pesanti sanno che il 1° gennaio 2019 segnerà una svolta nella loro politica di sviluppo. Tutti i nuovi camion prodotti nell'Unione Europea infatti dovranno essere accompagnati da una dichiarazione che indichi chiaramente il consumo di carburante e le emissioni di CO2 . 
L'idea alla base di questa nuova normativa europea è molto semplice: orientare i futuri acquirenti verso veicoli più puliti e più efficienti dal punto di vista energetico. Di conseguenza, l'interesse dei costruttori di camion per l'elettricità sembra essere più una scelta strategica che una semplice consapevolezza ambientale. 
I gruppi che oggi decidono di non intraprendere la via dell'innovazione e della ricerca di soluzioni più rispettose dell'ambiente probabilmente si troveranno in seria difficoltà già nel 2019. Il passaggio a veicoli pesanti che funzionano con energie alternative al diesel sembra ora difficile da eludere. 
A oggi, sembra molto probabile che saranno introdotti aiuti economici già nel 2019 per incoraggiare gli acquirenti a scegliere veicoli più efficienti dal punto di vista energetico e meno inquinanti. Alcuni produttori temono anche l'introduzione di una tassa sull'inquinamento, di cui però non si hanno ancora notizie certe. 
In questo modo, secondo le stime dell'UE, le emissioni di biossido di carbonio diminuiranno dell'1,5% all'anno fino al 2030. Resta quindi da vedere in che misura il nuovo regolamento renderà più rigido il mercato dei mezzi pesanti e cosa accadrà per i camion prodotti al di fuori dell'Europa. 

Prospettive per i prossimi anni

Nei prossimi anni, altri produttori dovrebbero fare il loro ingresso sul mercato dei veicoli commerciali pesanti ecologici. Tra questi, Volvo Trucks ha annunciato all'inizio del 2018 l'arrivo di camion 100% elettrici per il 2019. 
Alcuni produttori invece stanno facendo parlare di loro per progetti fuori dal comune. Ad esempio, la start-up svedese Einride propone di trasformare il semirimorchio rimuovendo completamente la cabina di guida. Il camion del futuro, elettrico naturalmente, potrebbe quindi consistere solo nella parte di carico guidata a distanza o in modalità autonoma. I primi annunci di Einride parlano di un veicolo chiamato T-pod che può trasportare fino a 20 tonnellate e coprire una distanza di 300 km. Quest'anno dovrebbe essere avviato un progetto pilota in collaborazione con la catena di supermercati Lidl. I primi camion dovrebbero essere sul mercato nel 2020. 
Anche altre società, in particolare le più giovani, stanno lavorando sia sui veicoli elettrici che su quelli autonomi. È il caso del famoso servizio di trasporto con autista Uber. L'azienda americana ha recentemente acquisito Otto, una start-up che sta sviluppando un kit per la guida autonoma di veicoli pesanti. Anche altre aziende come Paccard, Embark o Waymo sono della partita. 
È chiaro: i camion elettrici sono in pieno sviluppo. Non sono ancora arrivati sulle strade, ma nuovi prototipi vengono presentati regolarmente, supportati da innovazioni tecnologiche incoraggianti. Ad oggi, l'azienda di Elon Musk sembra dominare il mercato, ma non si possono ignorare tutti i suoi concorrenti più credibili, come Daimler o Nikola Motor. Una cosa è certa, il mercato è ambito, e i pre-ordini numerosi. Secondo alcune fonti, Tesla ha già accumulato quasi 270 prenotazioni per il suo semi. I prossimi anni saranno senza dubbio pieni di sorprese.

 

 

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