Varie Trasporto

Caos coronavirus al porto di Genova: portuali bloccano il terminal e provocano fila di 500 camion

ECI - il 13/03/2020 10:45 - Da
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A volte le buone cause possono provocare situazioni disastrose. È successo tra mercoledì sera e giovedì al terminal di Pra’ di Genova, dove i portuali hanno bloccato tutto il traffico merci, rifiutandosi di salire sui camion perché non adeguatamente disinfestati dalla possibile presenza del coronavirus.

Caos coronavirus al porto di Genova: portuali bloccano il terminal e provocano fila di 500 camion

Fonte: Uomini e Trasporti

La protesta ha fermato centinaia di camionisti che hanno trovato il semaforo rosso e non hanno perciò potuto caricare o scaricare i container. Gli autocarri si sono pian piano accumulati e fermati sul piazzale, arrivando fino a circa 500 veicoli che hanno occupato ogni spazio disponibile.

I portuali hanno infine deciso che avrebbero operato solo sui veicoli industriali che dovevano scaricare container pieni, senza però caricare quelli in banchina e destinati all’entroterra. Così, i camion che dovevano svolgere il doppio servizio (scaricare e ricaricare) sono rimasti nel piazzale, mentre altri sono arrivati senza poter entrare nel terminal. 

Gli autotrasportatori alla fine sono rimasti ore nel piazzale del terminal senza acqua e cibo e con servizi insufficienti, anche se poi è arrivata la Protezione Civile che ha distribuito dei panini. Ma la cosa più grave è che in tutto questo tempo i conducenti sono rimasti perlopiù privi di dispositivi di protezione individuale. Paradossalmente quella che era una giusta protesta per assicurare condizioni di sicurezza al lavoro dei portuali si è trasformata in un enorme assembramento, privo di misure di protezione, che potrebbe aver fatto da moltiplicatore dei rischi di contagio

A questa situazione di caos si sono poi aggiunti i ritardi dovuti alla sanificazione dei tir presso il terminal PSA, sempre di Pra'.
Amaro il commento dell'assessore ligure ai porti, Andrea Benvenuti: «È necessario rafforzare gli uffici di sanità marittima, preposti ai controlli fitosanitari, che non si trovano nelle condizioni di sostenere un carico di lavoro su merci e persone come quello di questi giorni. Viaggiare sull'interpretazione dei decreti emessi dal governo nuoce gravemente alla salute della catena logistico-portuale che ricordiamo essere la prima industria della nostra Regione, ma che oggi rischia davvero il collasso».

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