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Regno Unito: fino a 40 ore di code per imbarcarsi verso la Francia

ECI - le 06/04/2022 09:23 - Da
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Sarà stato il clima particolarmente avverso o magari il blocco dei collegamenti della P&O Ferries che ha licenziato quasi 800 persone e a cui le autorità ha impedito di utilizzare personale di agenzia. Sarà che sono andate fuori uso sia due navi della DFDS sia il portale da cui si scaricano le documentazioni doganali. Sarà pure che con la chiusura delle scuole per due settimane, le prime vacanze pasquali del dopo Covid hanno fatto schizzare la domanda di spostamenti. In ogni caso tutti gli accessi a Dover sono congestionati. E sono moltissimi i camion coinvolti.

Regno Unito: fino a 40 ore di code per imbarcarsi verso la Francia

Code di camion di chilometri e chilometri, con attese fino a quaranta ore. La situazione al porto di Kent e in generale tutta la circolazione che conduce a Dover è letteralmente congestionata. Benvenuti nel Regno Unito del dopo Brexit, dove ogni soffio di vento (in questo caso anche più di uno) sembra mettere in ginocchio le infrastrutture e dove quel sistema di gestione del traffico, ribattezzato operazione Brock, finalizzato a gestire le situazioni emergenziali successive all’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, ormai è stato reso permanente. Ma vediamo i fatti.

Ormai da quattro giorni lungo la strada M20 e lungo la A20 non ci si muove. Addirittura, sulla prima arteria il lato est della strada – in via emergenziale – è aperto solo ai veicoli adibiti a trasporto merci tra gli svincoli otto e nove. E sono veramente migliaia i camion coinvolti. La ragione è semplice: Dover non assorbe più traffico in quanto i traghetti non partono e le condizioni meteorologiche non sono ottimali. A ridurre le partenze dal porto è stata in particolare la sospensione dei servizi P&O e di due navi DFDS messe fuori servizio proprio a causa del clima avverso, eventi accaduti peraltro in una contingenza in cui, con la fine delle chiusure del Covid e con le partenze per le vacanze di Pasqua anticipate (le scuole hanno chiuso lo scorso week end per due settimane), la domanda per le partenze dall’isola ha subito una decisa crescita.

In più, contemporaneamente, è andata fuori servizio la piattaforma Gvms da cui si può scaricare la documentazione doganale e, come se non bastasse, anche un treno si è fermato all’interno dell’Eurotunnel, causando ritardi di circa 90 minuti.

Un camionista che tornava nel Regno Unito dopo una missione in Germania ha raccontato alla BBC una situazione drammatica: «Ci è voluta un’ora soltanto per scendere dalla barca e per raggiungere l’edificio della dogana. Quindi siamo rimasti bloccati per tutto il fine settimana e, quando siamo riusciti a muoverci, c’era da pagare un conto del parcheggio di 126 sterline (151 euro). E fuori, all’uscita dal porto, c’erano almeno 1.000 camion parcheggiati».

Tra tutte, la problematica più seria appare quella legata alla compagnia P&O Ferries che il mese scorso aveva licenziato la bellezza di 786 lavoratori assunti con contratto britannico senza alcun preavviso. Ma soprattutto, in attesa che sull’operazione faccia chiarezza un’apposita indagine della magistratura, è stato impedito alla compagnia di continuare a effettuare viaggi verso la Francia utilizzando personale proveniente da agenzie di lavoro, retribuito in modo molto più contenuto.

Vista la stratificazione di varie concause le autorità locali non si sbilanciano e dichiarano che con ogni probabilità i disagi continueranno anche nei prossimi giorni. Le compagnie che continuano a effettuare collegamenti con la Francia rassicurano coloro che sono rimasti bloccati nelle code che, nel caso in cui non riuscissero a giungere in tempo per la partenza prenotata, potranno comunque salire su imbarcazioni successive.

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